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"Ripensare la città"
Progetti per la rigenerazione della fascia costiera del ponente genovese

Vi segnaliamo che il giorno 10 luglio 2014 a partire dalle ore 11.00, presso il Museo di Sant'Agostino di Genova, sito in piazza Sarzano 35 R, gli studenti del laboratorio di urbanistica della Prof.ssa Balletti - facoltà di Architettura di Genova - incontrano le istituzioni, gli operatori e gli abitanti per discutere dei temi di progetto elaborati nell'anno accademico 2013/14.

Cliccate QUI per scaricare la locandina dell'evento.

Come raggiungere il Museo: fermata Sarzano-Sant'Agostino della metropolitana di Genova.
Da Principe: metropolitana direzione Brignole.
Da Brignole: metropolitana direzione Brin.

Conferenza “Treni italiani ETR 500 Frecciarossa”

Vi segnaliamo che il giorno 10 luglio 2014 alle ore 16.30 si terrà presso il Dipartimento DITEN (Scuola Politecnica - Università di Genova) AULA D1 piano terra, Via all’Opera Pia 11, la conferenza "Treni italiani ETR 500 Frecciarossa" a cura di Evaristo Principe.

Seguite l'evento su facebook cliccando QUI

50 anni fa al via l' "Operazione Rotaie"

Cinquant'anni fa, nella notte tra il 25 ed il 26 maggio 1964 prendeva il via la prima fase dell' "Operazione Rotaie", il progetto di soppressione del servizio tranviario nella nostra città, che partì dal Ponente genovese, per poi estendersi alla Val Polcevera, al Levante ed infine alla Val Bisagno.
Quell'operazione venne condotta in un periodo nel quale si stava affermando la motorizzazione di massa e l'aver eliminato un mezzo di trasporto elettrico su ferro fu un grave errore, che altre grandi città come Milano e Torino (tanto per citare gli altri due vertici del triangolo industriale) non commisero, comprendendo che la mobilità delle grandi città in espansione non poteva essere gestita soltanto con autobus.
Probabilmente fu il primo di una lunga serie di errori di pianificazione trasportistica, di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze: la successiva soppressione del servizio filoviario, poi ripristinato nel 1997 ma - ad oggi - continuamente costretto a sospensioni dell'uso della modalità elettrica che hanno obbligato alla radiazione di 20 vetture, la vicenda trentennale per la realizzazione della metropolitana, la perenne situazione economica di crisi dell'azienda di trasporti pubblici, la continua minaccia della soppressione dell'integrazione bus-treno, la chiusura (al momento provvisoria) della Ferrovia di Casella, addirittura il ritiro dell'autorizzazione all'esercizio della cremagliera di Granarolo per cavilli burocratici.
L'Associazione Metrogenova non si ferma alla contemplazione del passato, ma ha sempre cercato di guardare al futuro: lo ha fatto con Genova Mobilità 2020, con la partecipazione al Convegno "Un tram per la Val Bisagno" ed al successivo dibattito pubblico, con la recente mostra sulla storia e sul futuro della metropolitana.
La nostra Associazione guarda con molta attenzione alla nascita di un Comitato per la promozione del tram, sperando che insieme si possa tornare a parlare di mobilità sostenibile, cercando di sollecitare le Amministrazioni pubbliche ad affrontare in modo deciso i temi della pianificazione, della progettazione e della realizzazione di moderne infrastrutture di trasporto.




Via XX Settembre ciclabile: ce n'era proprio bisogno?

Tiene banco in questi giorni estivi, sui giornali e sui media locali, la questione della creazione di una corsia per biciclette in Via XX settembre.
Secondo il progetto verrebbero create due piste ciclabili ai lati della strada che affiancano le corsie del bus: sarebbe promiscua (bici+trasporto pubblico) la corsia in discesa , mentre quella in salita sarebbe riservata al trasporto pubblico.
Per la verità, diversamente da quanto riportato dai giornali, la proposta è da tempo oggetto di confronto e trattazione con i soggetti interessati (commercianti, utenti, sindacato autisti, ecc.). Tuttavia, come nella migliore tradizione genovese, è oggi un tutti contro tutti, dai commercianti preoccupati di un calo delle vendite per effetto dell’eliminazione di qualche sosta a lato strada (che comunque è vietata) agli autisti di autobus e filobus che vedono seri rischi per la sicurezza nel loro lavoro il fatto di doversi confrontare, oltre che con un traffico molto caotico, anche con i velocipedi.
Ci si domanda a questo punto chi ce lo faccia fare. E’ davvero necessaria una pista ciclabile in una strada in salita, inquinata, rumorosa, piena di traffico e di pericoli? Sfuggono completamente le motivazioni che sarebbero alla base di questa decisione, forse presa per venire incontro a qualche sparuto gruppo (sul sito comunale si legge che coloro che si spostano in bicicletta sono solo il 6,1 % nel 2013) o per rispondere a qualche cervellotico ed evanescente requisito di “smart city”. D’altra parte se errare humanum est autem perseverare diabolicum, ricordiamo la tristissima e ridicola esperienza delle corsie ciclabili create nella zona di Via Milano tracciando un simbolo di bicicletta su un marciapiede sforacchiato di buche e voragini non percorribili neppure da mountain bike o addirittura nelle aree adiacenti al Mercato Ortofrutticolo di Bolzaneto, dove la mobilità ciclistica e pedonale sono, notoriamente, inferiori a sottozero!!!! E sempre a proposito di biciclette vogliamo parlare del servizio di noleggio, naufragato per disorganizzazione delle istituzioni e inciviltà della cittadinanza?
Ancora una volta, questa Giunta dimostra la sua totale assenza di pragmatismo e di realismo, introducendo un nuovo elemento di pericolo e di disturbo a quella che deve essere la reale esigenza dell’arteria di Via XX Settembre ovvero il trasporto pubblico, preferibilmente mediante mezzo filoviario (ma con le aste alzate, non quasi costantemente in termico, grazie!!!), liberando i lati della strada dalla sosta selvaggia, creando fermate dotate di tutti i crismi dell’arredo urbano e del decoro (spesso le paline invece riportano informazioni o indicazioni di orari arretrate).
E’ impensabile che una città in salita, fortemente inquinata e senza tradizioni di spostamento ciclistico possa d’improvviso diventare come Parma, Treviso o Amsterdam. E’ invece auspicabile che le piste ciclabili siano uno strumento per rendere fruibili zone turistiche o ludiche, come avvenuto nella Fascia di Rispetto di Prà o come potrebbe avvenire se vi fosse un vero e organico progetto di collegamento ciclistico in zone portuali o litoranee (Corso Italia, Porto Antico, Lanterna).




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E' disponibile online il Magazine numero 4 extra, dedicato alla mostra sulla metropolitana tenutasi nella nostra sede di Boccadasse lo scorso settembre. Per consultare tutte le altre nostre riviste, andate alla pagina magazine.



Mercoledì 09/07/14.
Cari visitatori ed appassionati, Vi presentiamo "SETA Piacenza: 7 giugno 2014, un tributo alla storia degli EffeUno" a cura di Giovanni Molteni. Cliccate QUI per la lettura.




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