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Visita all'ascensore inclinato di Quezzi

Cari amici, siamo lieti di annunciare che il nostro primo evento dell'anno, su invito dell'Assessore Dagnino ed organizzato in collaborazione col CIFI Sezione Genova, sarà la visita al nuovo e moderno ascensore inclinato di Quezzi, che entrerà presto in esercizio.
L’appuntamento è fissato per le ore 14.20 di mercoledì 28 gennaio 2015 presso la stazione inferiore di Via Pinetti (tra i civici 66A e 66B), raggiungibile da Brignole (Viale Thaon di Revel) con il bus numero 82.
Teniamo a precisare che la visita è riservata ai Soci e a coloro che vogliano associarsi (15 euro) contestualmente alla visita stessa. Le adesioni saranno raccolte entro e non oltre la mezzanotte di domenica 25 gennaio.

Breve descrizione del programma: oltre all’utilizzo dell'impianto, saranno visitate la stazione superiore e la sala macchine, con successiva discesa a valle lungo la scala di emergenza ed attraverso la fermata intermedia.

Breve descrizione dell'impianto: l’ascensore inclinato collega Via Pinetti a Via Fontanarossa con fermata intermedia in Via Portazza: la portata è 1875 kg (25 persone), corsa totale: 130,53 metri e tempo di percorrenza 90 secondi. L'aspetto tecnico più affascinante di questo impianto è la corsa a pendenza variabile con le seguenti caratteristiche: primo tratto inclinato 44,13° lunghezza 27,14 metri, secondo tratto inclinato 30,33° lunghezza 55,22 metri ed arco di raccordo 48,17 metri. Tale doppia pendenza rappresenta un’innovazione a livello nazionale per quanto riguarda ascensori inclinati ad uso pubblico. La cabina viene mantenuta in posizione orizzontale da una guida ausiliaria fissa, la quale segue un andamento curvilineo studiato per ottenere l’assetto orizzontale costante della cabina al variare dell’inclinazione della via di corsa.
Questo è solo un antipasto: tutte le caratteristiche tecniche dell'ascensore inclinato verranno spiegate dai tecnici AMT e del Comune durante la visita.

Per maggiori informazioni, seguite l'evento su facebook o scrivete a info@metrogenova.com.

Il Consiglio Direttivo



Campagna elettorale o pianificazione dei trasporti?
08/09/2014

Approfittando dell'occasione offerta da alcuni recenti articoli apparsi sulla stampa locale in merito all'entrata in servizio di nuovi treni per la metropolitana ed in merito al prolungamento della linea, l'Associazione Metrogenova intende evidenziare alcune tematiche che dovrebbero essere affrontate con priorità dalle amministrazioni comunale e regionale, entrambe responsabili, con diverse funzioni, della mobilità e del trasporto pubblico locale.
Innanzi tutto si deve definire al più presto un quadro di pianificazione trasportistica su un orizzonte temporale (quanto meno) decennale, in modo che i suddetti elementi (nuovi treni e prolungamenti) siano compresi in un più ampio disegno che comprenda tutte le modalità di trasporto fruibili nell'area metropolitana genovese, considerando per ciascuna di esse i costi ed i benefici che il suo esercizio ed eventualmente le sue estensioni comportano; si tenga presente che il mantenimento dell'attuale (non propriamente efficiente) sistema di trasporti genera per la collettività costi altamente superiori ai benefici che ne derivano (la crisi finanziaria delle aziende di trasporto pubblico liguri ne è una testimonianza).
Occorre pertanto delineare e confrontare ipotesi infrastrutturali, volte a soddisfare le esigenze di mobilità della città metropolitana (considerata questa nuova funzione alla quale l'ente comunale dovrà far fronte) sia di concerto con la nuova agenzia regionale sia rispettando le strategie nazionali e comunitarie in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per esempio gli obiettivi "20-20-20" di riduzione delle emissioni di gas serra, di incremento dell'utilizzo di fonti rinnovabili di energia, di aumento dell'efficienza energetica.
Queste ipotesi infrastrutturali devono - a nostro avviso - necessariamente comprendere alcuni punti cardine.
Prima di tutto occorre considerare il riutilizzo della ferrovia in chiave metropolitana, in conseguenza del completamento dei lavori di separazione funzionale delle tratte che convergono nel nodo di Genova, riutilizzo che sia comprensivo di nuove fermate (è ancora lontana la definizione progettuale di come queste si possano inserire nel territorio e possano essere integrate con gli altri vettori di trasporto) e nuovi treni (anche in questo caso non sono ancora definiti i necessari requisiti che possano prefigurare l'acquisto di nuovo ed idoneo materiale rotabile). Non secondario è il raggiungimento di un accordo con il gruppo delle Ferrovie dello Stato in merito al riutilizzo di aree ferroviarie strategiche per lo sviluppo del trasporto pubblico locale.
Conseguentemente deve essere pianificato lo sviluppo della metropolitana, in sinergia e ad integrazione del servizio ferroviario, migliorandone sia la fruibilità interna (maggior servizio sulla tratta esistente grazie all'arrivo dei nuovi treni), sia la penetrazione verso zone della città non direttamente servite dal vettore ferroviario, sia l'integrazione con gli altri vettori (completamento del tunnel di collegamento a Principe, apertura delle uscite lato mare di Dinegro, ecc.).
Un contributo alla mobilità futura può essere ottenuto anche con il miglioramento delle prestazioni del servizio filoviario, allo stato attuale notevolmente sottoutilizzato in relazione all'investimento attuato per la realizzazione della linea aerea (inaugurata nel 1997 ed estesa nel 2007), eventualmente prefigurandone una trasformazione in sistema tranviario, con spiccate funzioni di riqualificazione del servizio di trasporto, ma anche della qualità urbana delle zone attraversate, per le direttrici ad alta domanda di trasporto non raggiunte da treno e metropolitana, ma attualmente gestite con veicoli tradizionali a gasolio.
Inoltre non si possono dimenticare gli impianti speciali che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento sono stati una illuminata risposta alle esigenze di mobilità dei genovesi, pur trovandosi di fronte ad una configurazione territoriale della città ostile ad esse.
Sulla base di questi presupposti sarà infine possibile progettare una ristrutturazione delle linee automobilistiche (sia urbane che extraurbane), volta ad accrescere il numero di passeggeri che usano i vettori "sostenibili" ed al tempo stesso a migliorare l'accessibilità in zone non servite da essi.
Tutti questi sistemi devono collaborare per raggiungere l'obiettivo di mobilità sostenibile: collaborare significa che ciascuno di essi ha una propria potenzialità che può essere accresciuta dall'utilizzo combinato con gli altri e che per ciascuno di essi deve essere altresì definito il campo di applicazione per evitarne inutili sovrapposizioni. In questo contesto, l'Associazione guarda con attenzione a nuove recenti iniziative come la nascita del Comitato "Sì Tram", con i cui soggetti promotori sono già state sviluppate proficue collaborazioni in precedenti occasioni, purché siano inserite nel sopra descritto contesto generale di promozione della mobilità sostenibile.
Allo stesso tempo suscitano perplessità gli interventi di soggetti istituzionali a vari livelli sul futuro di queste infrastrutture, a partire dalle ipotesi di realizzazione di improbabili piste ciclabili, fino alle ripetute (e variate nel corso del tempo) ipotesi di riutilizzo delle aree ferroviarie di Terralba, senza aver (apparentemente) fatto i conti col proprietario, interventi che non sono evidentemente pensati rispettando un'ottica comune di sviluppo a lungo termine, ma piuttosto sembra che siano mirati a dare immediata "evidenza elettorale".




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E' disponibile online il Magazine numero 15, contenente articoli molto interessanti e particolari. Ricordiamo inolte che per consultare tutte le altre nostre riviste, potete recarvi alla pagina magazine.



Giovedì 18/12/14.
Cari visitatori ed appassionati, Vi presentiamo
"I treni in Norvegia (parte 2)"
, a cura di Giovanni Molteni. Cliccate sull'immagine per l'ingrandimento e...QUI per la lettura. Ci rivediamo il prossimo anno! :)




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