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17/05/2013 - Dal sito del Comune di Genova apprendiamo l'esito del referendum sull'accordo raggiunto da AMT e sindacati al fine di salvare l'azienda dal default. Cliccate QUI e buona lettura.



Integrazione tariffaria: siamo agli sgoccioli?

L’Associazione Metrogenova esprime la propria preoccupazione sull’esito della lunga vertenza dell’integrazione tariffaria AMT-Trenitalia. Da quanto emerso dagli organi di stampa, le Parti in causa (Regione, Comune, AMT, Trenitalia), non avrebbero trovato un'adeguata soluzione al problema della copertura finanziaria per consentire il rinnovo, quanto meno in via transitoria, di quella convenzione tariffaria che, dal 1994, permette ai genovesi di usufruire di una tariffa unica in ambito urbano e che ha rappresentato, nel corso di questi anni, un elemento di grande valore del servizio di trasporto pubblico locale. Concretamente la fine dell’accordo AMT-Trenitalia implica la necessità da parte dell’utenza che usufruisce di entrambi i vettori di dotarsi di due diversi titoli di viaggio. Ne conseguono così due elementi fortemente negativi entrambi a carico degli utenti stessi, pendolari in primo luogo: da una parte maggiori oneri economici (non ancora quantificati) e dall’altra un maggiore disagio nell’utilizzo dei mezzi e dunque l’ennesima conferma della perdita di “appeal” del servizio di trasporto pubblico. L’Associazione stigmatizza come, per l’ennesima volta, si scarichino esclusivamente sull’utenza le disfunzioni del sistema, certamente condizionato da una carenza di finanziamenti dallo Stato, ma anche caratterizzato da una carente gestione da parte della politica e degli enti locali, che non ha mai assunto appieno la funzione di coordinamento e pianificazione del settore, e da una pessima conduzione delle aziende di trasporto. Tuttora irrisolto è infatti il problema di dotare il trasporto pubblico locale di un sistema di biglietto elettronico (il noto Progetto BELT della Regione), il solo in grado di quantificare esattamente in che misura gli utenti utilizzino i vari tipi di servizio; questo implica che le già complesse trattative AMT-Trenitalia non possano che basarsi su stime soggettive, inevitabilmente discordanti, sulle rispettive quote di servizio reso. Ma dietro il problema particolare del biglietto integrato, e causa dominante dell'eventuale cancellazione dello stesso, c'è il ben più generale e grave problema della ricorrente crisi finanziaria di AMT. Crisi che, durando da anni (non dimentichiamo la vendita di due rimesse, patrimonio della città, al solo scopo di fare cassa per coprire i disavanzi di esercizio), ha evidenti ragioni strutturali e non può ritenersi unicamente collegabile alla recente riduzione dei finanziamenti pubblici. Noi riteniamo inaccettabile che da anni gli unici significativi strumenti posti in essere per tentare di arginare le criticità finanziarie da Comune e Management aziendale, d'intesa con le Organizzazioni Sindacali, siano stati fatti sulle spalle degli utenti sotto forma di i rincari tariffari e taglio delle corse, omettendo invece qualsiasi ristrutturazione aziendale, sia sotto il profilo organizzativo che normativo, tesa a recuperare efficienza. Se, come recentemente comunicato dal Sindaco, il Comune sarebbe pronto a garantire la cifra erogata nel 2012 per il biglietto integrato, ed il problema sarebbe riconducibile solo ai rincari pretesi da Trenitalia ed alla mancanza del contributo suppletivo da parte della regione, dovrebbero esistere ancora spazi di manovra: da Trenitalia, per contenere i pretesi rincari, da Regione, per reintegrare almeno in parte il contributo mancante, da AMT, per ridurre i propri costi interni per recuperare le risorse necessarie. La nostra Associazione auspica dunque un intervento forte da parte degli enti locali ed un approccio maggiormente collaborativo da parte di tutte le parti coinvolte per il mantenimento del servizio integrato, ultimo baluardo di civiltà nel generale sfascio del trasporto pubblico locale genovese.




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