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La nuova pista ciclabile
03/08/15

Esattamente un anno fa, l’Associazione Metrogenova usciva con un editoriale il cui titolo, “Via XX Settembre ciclabile: ce n'era proprio bisogno?”, lasciava trapelare più di una perplessità in merito alla possibile realizzazione di corsie in centro per le biciclette. Oggi, 365 giorni dopo, la questione è diventata realtà. Il 22 Luglio, infatti, sono comparse ufficialmente le strisce gialle che delimitano l’inizio della pista ciclabile di via XX Settembre. Il percorso è stato realizzato, per il momento, solamente nel tratto ascendente fino all’incrocio con via Fieschi. Il progetto, come confermato dall’Assessore Dagnino, prevede la realizzazione di oltre 10 chilometri complessivi, da Boccadasse a Sampierdarena (e con un’estensione da Brignole a Marassi), per una spesa totale di circa 1 milione e 300.000 euro, necessari per la progettazione, per l’acquisto delle bici e per la creazione di specifici cicloposteggi. A fronte della realizzazione di questo "primo lotto funzionale", alcuni aspetti suscitano in noi qualche perplessità. 1) La sicurezza (e promiscuità con altre componenti di traffico). Fin dai primi giorni della sua introduzione, di fronte all’hotel Bristol di via XX Settembre sono frequenti e numerosi i casi di vetture in sosta prolungata davanti all’albergo, che svolgono operazioni carico/scarico di merci e clienti proprio sulle strisce della pista. Questo fatto costringe gli utilizzatori della corsia ad uscire dal tracciato, rischiando di confrontarsi pericolosamente con gli autobus di linea. E sono proprio gli stessi autobus ad invadere inevitabilmente la pista ciclabile nei pressi delle fermate previste, per poter raggiungere sul marciapiede gli utenti in attesa. Una pista a tratti promiscua e senza altri strumenti di protezione non è, a nostro avviso, sufficientemente sicura, in quanto la convivenza tra bici e mezzi pubblici sarebbe estremamente complicata. 2) Gli utenti che hanno adoperato in questi giorni la pista sono stati un numero esiguo, ma questo è del tutto comprensibile data la stagione estiva con temperature ben al di sopra delle medie stagionali. Tuttavia, siamo sicuri che Genova sia la città giusta per puntare su strategie sostenibili legate alle biciclette? Sono stati fatti specifici studi in grado di dimostrare che gli utenti che usufruirebbero delle piste ciclabili sarebbero abbastanza da giustificare l’investimento fatto? A nostro avviso lo scarso risultato prodotto dal bike-sharing genovese, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti, dovrebbe quantomeno far riflettere sul fatto che Genova non possiede certo una tradizione di spostamento in bicicletta ben consolidata e, probabilmente, neanche una vocazione a riguardo. 3) Perché partire proprio da via XX Settembre, ovvero da un tratto così in salita e pericoloso per la sicurezza di tutti? Non sarebbe stato più opportuno lanciare il progetto in un tratto pianeggiante e più consono all’uso delle due ruote ecologiche, quale può essere, ad esempio, corso Italia? L’Associazione non può comunque che applaudire l’idea di spostarsi verso forme di mobilità sostenibile. Tuttavia, la sensazione è che comunque, per l’ennesima volta, si annaspi un pochino... Se si vuole davvero investire sulla mobilità ciclabile, ammesso che si ritenga che altre componenti non possano avere maggiore efficacia sulla mobilità complessiva cittadina, allora occorre dedicarsi a zone sicuramente più adatte a questa destinazione, in quanto dotate di una maggior vocazione turistica e ludica (Levante, Porto Antico, Ponente). Il centro di Genova necessita assolutamente di qualcosa in più di due righe gialle tracciate per terra.



Al momento, nessuna novità.



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Mercoledì 06/05/15.
Cari visitatori ed appassionati, oggi Vi presentiamo "I treni in Norvegia (parte4)", a cura di Giovanni Molteni. Cliccate QUI per la lettura.




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