Integrazione
tariffaria: siamo agli sgoccioli?
L’Associazione Metrogenova
esprime la propria preoccupazione sull’esito della lunga
vertenza dell’integrazione tariffaria AMT-Trenitalia. Da
quanto emerso dagli organi di stampa, le Parti in causa
(Regione, Comune, AMT, Trenitalia), non avrebbero trovato
un'adeguata soluzione al problema della copertura
finanziaria per consentire il rinnovo, quanto meno in via
transitoria, di quella convenzione tariffaria che, dal
1994, permette ai genovesi di usufruire di una tariffa
unica in ambito urbano e che ha rappresentato, nel corso
di questi anni, un elemento di grande valore del servizio
di trasporto pubblico locale. Concretamente la fine
dell’accordo AMT-Trenitalia implica la necessità da parte
dell’utenza che usufruisce di entrambi i vettori di
dotarsi di due diversi titoli di viaggio. Ne conseguono
così due elementi fortemente negativi entrambi a carico
degli utenti stessi, pendolari in primo luogo: da una
parte maggiori oneri economici (non ancora quantificati) e
dall’altra un maggiore disagio nell’utilizzo dei mezzi e
dunque l’ennesima conferma della perdita di “appeal” del
servizio di trasporto pubblico. L’Associazione stigmatizza
come, per l’ennesima volta, si scarichino esclusivamente
sull’utenza le disfunzioni del sistema, certamente
condizionato da una carenza di finanziamenti dallo Stato,
ma anche caratterizzato da una carente gestione da parte
della politica e degli enti locali, che non ha mai assunto
appieno la funzione di coordinamento e pianificazione del
settore, e da una pessima conduzione delle aziende di
trasporto. Tuttora irrisolto è infatti il problema di
dotare il trasporto pubblico locale di un sistema di
biglietto elettronico (il noto Progetto BELT della
Regione), il solo in grado di quantificare esattamente in
che misura gli utenti utilizzino i vari tipi di servizio;
questo implica che le già complesse trattative
AMT-Trenitalia non possano che basarsi su stime
soggettive, inevitabilmente discordanti, sulle rispettive
quote di servizio reso. Ma dietro il problema particolare
del biglietto integrato, e causa dominante dell'eventuale
cancellazione dello stesso, c'è il ben più generale e
grave problema della ricorrente crisi finanziaria di AMT.
Crisi che, durando da anni (non dimentichiamo la vendita
di due rimesse, patrimonio della città, al solo scopo di
fare cassa per coprire i disavanzi di esercizio), ha
evidenti ragioni strutturali e non può ritenersi
unicamente collegabile alla recente riduzione dei
finanziamenti pubblici. Noi riteniamo inaccettabile che da
anni gli unici significativi strumenti posti in essere per
tentare di arginare le criticità finanziarie da Comune e
Management aziendale, d'intesa con le Organizzazioni
Sindacali, siano stati fatti sulle spalle degli utenti
sotto forma di i rincari tariffari e taglio delle corse,
omettendo invece qualsiasi ristrutturazione aziendale, sia
sotto il profilo organizzativo che normativo, tesa a
recuperare efficienza. Se, come recentemente comunicato
dal Sindaco, il Comune sarebbe pronto a garantire la cifra
erogata nel 2012 per il biglietto integrato, ed il
problema sarebbe riconducibile solo ai rincari pretesi da
Trenitalia ed alla mancanza del contributo suppletivo da
parte della regione, dovrebbero esistere ancora spazi di
manovra: da Trenitalia, per contenere i pretesi rincari,
da Regione, per reintegrare almeno in parte il contributo
mancante, da AMT, per ridurre i propri costi interni per
recuperare le risorse necessarie. La nostra Associazione
auspica dunque un intervento forte da parte degli enti
locali ed un approccio maggiormente collaborativo da parte
di tutte le parti coinvolte per il mantenimento del
servizio integrato, ultimo baluardo di civiltà nel
generale sfascio del trasporto pubblico locale genovese.
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