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Metropolitana Dinegro:
decolla il cantiere per i lavori relativi al nuovo deposito

Partono i lavori per il rifacimento dell´accesso lato mare della stazione di Dinegro e per la costruzione del nuovo deposito di via Buozzi. A partire da mercoledì 21 luglio saranno chiusi, per circa un anno, l´ingresso e l´uscita lato mare della stazione Dinegro, che sarà accessibile solo dal lato monte. Pertanto, si consiglia a chi proviene da ponente con le linee bus 3, 7, 32, 38 e G1 e desidera raggiungere il centro con la metropolitana, di interscambiare alla stazione metro di Principe; mentre chi utilizza le linee bus 1, 18, 18/, 20 e 30 può interscambiare più agevolmente alla stazione metro di Darsena. Contestualmente ai lavori non sarà più attiva la fermata bus di via Buozzi/Metrò direzione centro, lato mare. Per coloro che utilizzano la metropolitana da Brin e sono soliti effettuare l´interscambio con le linee bus dirette in centro e a levante alla stazione Dinegro, si suggerisce di scendere alla fermata metro di Darsena ed effettuare il cambio alla fermata bus posta in prossimità dell´uscita.

Grandi Stazioni:
parte il restyling di Principe

Finalmente all'inizio di agosto partiranno i lavori di restauro della stazione di piazza Principe: un restyling in grande stile i cui cantieri sono destinati a durare per lungo tempo e che trasformeranno non poco l’assetto di piazza Acquaverde. La prima grande novità riguarda l’ingresso: per tutta la durata dei lavori -si parla di circa un anno- non sarà più in piazza Acquaverde ma in via Andrea Doria, nel lato Nord dell’edificio, utilizzando un'entrata di servizio. Saranno ammodernati, inoltre, i due sottopassaggi che portano ai binari. Uno dei due, quello che porta verso Levante, sarà munito di quattro ascensori per i disabili. I lavori prevedono anche un tunnel di collegamento con la stazione della metropolitana: un passaggio sotterraneo lungo circa una sessantina metri per evitare alle migliaia di genovesi che ogni giorno passano dal treno al metrò e viceversa fatica e perdita di tempo.

Un tram per la Val Bisagno: tutti contenti, ma… ci siamo capiti bene?

Chi fosse venuto all’incontro pubblico del 15 maggio scorso pensando di trovare toni accesi e baruffe tra i promotori ( Gruppo Facebook di Marco Libertini, Associazioni Metrogenova, Utenti Trasporto Pubblico e Italia Nostra), ed il comitato dei “No Busvia”, pure presente in sala, sarebbe rimasto deluso. Niente busvia, anzi, di busvia non si era mai detto, avverte il Vicesindaco ma, come confermato dalla Sindaco, nell’entusiastico consenso generale, “l’opzione è il tram, con tutte le garanzie di sicurezza che attendiamo dagli studi sulla revisione del piano di bacino" Già, perché di piano di bacino si è parlato, perché di lì passa l’ipotesi, che sembra mettere d’accordo tutti, di allargare un bel tratto di Via Piacenza verso Il Bisagno per ricavare, almeno lì, un po’ di quello spazio che, altrimenti, dovrebbe essere sottratto alla viabilità ordinaria per far posto alla nuova tramvia.

Il resto dell’incontro è stato un susseguirsi di interventi pro-tram, da quelli, previsti, dei promotori a quello, forse non del tutto prevedibile, dell’Amministratore Delegato di AMT Rossignolle, per arrivare all’inattesa uscita finale della leader del comitato “ribelle” Rosa Vagge: “"Questo è un progetto che oserei dire meraviglioso”. Sul piano economico, nessun problema, assicura l’Amministrazione, i soldi ci sono: 47 milioni di euro di risorse proprie che si aggiungono agli 80 milioni di euro “faticosamente ottenuti dal Ministero dei Trasporti”, come recita un video-spot che circola su di una TV locale, più i contributi regionali, già verbalmente assicurati, per la risistemazione dell’argine del Bisagno. Viva il tram dunque, e tutti contenti..

Ma ci siamo capiti bene?

Hanno ben capito gli uomini e le donne dei comitati che l’allargamento di Via Piacenza è ancora da verificare e che, in ogni caso, in altri tratti, la corsia del tram, come la busvia, dovrà necessariamente sottrarre spazio al traffico privato? E che l’attuale cattiva usanza di mollare l’auto ovunque in seconda fila per fare i propri comodi dovrà cessare? O davvero pensano che, anche con il tram, tutto resterà immutato e che il tram, al massimo, si metterà diligentemente in coda tra le auto, come succede oggi ai bus?

E abbiamo ben capito tutti noi – perché pensiamo che l’Amministrazione ne sia sempre stata consapevole - che gli 80 milioni di euro di stanziamento governativo sono tutto meno che certi, visto che si tratta di ottenere la ridestinazione di un antico finanziamento che quasi 10 anni orsono venne erogato, come contributo al 60%, per la tratta, mai iniziata ed oggi accantonata, della Metro da Brignole a Marassi? Ci stupiremmo mai se, come molte volte accaduto in questo paese, valesse la regola che “soldi non spesi uguale soldi ripresi”? E’ la tegola di questi giorni della maxi-manovra non induce, purtroppo, a grandi speranze in tal senso.

Ma, da forzati ottimisti, ancora speriamo che non sia così e, per quanto ci sarà dato di fare, cercheremo di dare del nostro meglio affinché la Val Bisagno abbia finalmente, un giorno, un Trasporto Pubblico degno di tale nome.



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