La Ferrovia Genova
Casella, lunga
25 km
, si snoda su un percorso caratterizzato da forti pendenze e strette curve fra crinali appenninici, dirupi e trincee come se fosse una ferrovia di alta montagna, pur tuttavia mantenendosi nei primi
6 km
in vista dal mare.
L'idea di questa linea ferrata nacque agli albori del secolo con l'intento di collegare al capoluogo ligure l'Alta Valle Scrivia e
la Val Trebbia
, prive allora di collegamenti adeguati, proseguendo in una seconda fase verso il territorio piacentino.
I primi progetti si concretizzano nel
1915 in
una convenzione a favore della Società Ferrovie Elettriche Liguri appositamente costituita, ma ritardi
nell'esecuzione dei lavori e problemi economici dovuti al primo conflitto mondiale slittarono la realizzazione del progetto agli inizi degli anni Venti.
Finalmente nel 1922 iniziarono i lavori, i quali proseguirono fra difficoltà tecniche di ogni genere e, pur non essendo ancora completata l'elettrificazione della linea, il primissimo treno giunse da Genova a Casella ffidato alla trazione di una locomotiva a vapore, il 24 Giugno 1929 e la regolare apertura al pubblico avvenne il 1° Settembre dello stesso anno.
Già in origine si prevedeva anche il raggiungimento di Casella Paese dopo il completamento del ponte sul torrente Scrivia, ma benché l'opera fosse stata ultimata nel 1930, tale estensione fu realizzata solo nel 1953 con un prolungamento in retrocessione ed interamente in sede stradale dalla allora stazione capolinea, che fu quindi denominata Casella Deposito.
La Ferrovia Genova
Casella, inserita in un famigerato elenco di “rami secchi” che ha causato la chiusura di tante piccole ferrovie italiane, ha continuato inspiegabilmente a vivere, forse per la mancanza di una rete stradale realmente alternativa, almeno nella prima metà del percorso.
Il 1975 è l'anno che vede cominciare l'opera di rinnovo dell'armamento con rotaie da 36 kg/m in luogo di quelle originali da 27, primo atto di un vero e proprio ammodernamento tutt’oggi in corso. Oggi
la Regione Liguria
continua l'operato dello Stato e tutela e valorizza una linea importante per la mobilità e un patrimonio culturale della nostra terra.
La gestione di suddetta linea è passata ad AMT dall'aprile 2010. L'azienda gestirà il servizio e la relativa manutenzione ordinaria per 9 anni, fino al 1° aprile 2019, stimando una percorrenza di quasi 170.000 km all’anno.
A tal proposito, è stato stipulato con Ansaldo Breda SpA di Napoli un contratto per la fornitura di un nuovo elettrotreno, che dal 2013 viaggerà sulla linea fornendo all’utenza comfort di viaggio e di marcia decisamente migliori rispetto a quelli attuali. Ansaldo Breda si è aggiudicata l’appalto per un valore totale di circa 4,3 milioni di euro, comprensivi di treno e materiale di scorta.
Interscambio linee locali:
34 Stazione Principe (Piazza Acquaverde) - Staglieno (Piazzale Resasco) 36 Albaro (Piazza Merani) - Stazione Brignole (Piazza Verdi) - Castelletto (Piazza Manin) - Stazione Principe (Piazza Acquaverde) 49 Stazione Brignole (Piazza Verdi) - Staglieno (Via delle Ginestre) 64 Castelletto (Piazza Manin) - Oregina (Belvedere da Passano) 606 Boccadasse (Via de Gasperi) - Stazione Principe (Piazza Acquaverde) 634 Stazione Principe (Piazza Acquaverde) - Staglieno (Piazzale Resasco) 649 Stazione Brignole (piazza Verdi) - Staglieno (Via delle Ginestre)