Il treno può a ragione essere considerato croce e delizia del sistema di trasporto pubblico della nostra città. Purtroppo negli ultimi anni molte sono state le note dolenti che i pendolari e gli utenti del mezzo ferroviario hanno dovuto sopportare quotidianamente: convogli sporchi, ritardi, disservizi sono ormai all’ordine del giorno. Questo panorama desolante offusca quanto di buono la ferrovia può offrire al sistema della mobilità urbana e suburbana ovvero di Genova, intesa come Comune, ma anche moltissime località dell’area metropolitana che spazia da Savona fino a Sestri Levante, da Acqui fino ad Arquata Scrivia.
Uno dei problemi principali è da ricercarsi nell’eccessivo numero di treni che circola sulle linee del nodo ferroviario; tutti i tipi di convogli sono presenti nella nostra città, dagli IC, ai merci, ai regionali a lunga o a breve percorrenza.
Tutto ciò ha creato una situazione di sovraccarico e di sostanziale saturazione delle linee, soprattutto nelle tratte tra Recco-Savona sulla linea costiera e Genova Brignole-Busalla sulla linea lenta dei Giovi, con frequenze che possono arrivare ad un treno ogni 2-3 minuti.
A fronte di questa situazione, l’unico rimedio al crollo definitivo del sistema è quello di attuare una separazione tra il trasporto regionale/suburbano da una parte e merci/lunga percorrenza dall’altra. Questa specializzazione del traffico necessita la realizzazione di opere di una certa entità, che rientrano nel progetto di riorganizzazione del nodo ferroviario di Genova attuato da FS.
Il punto centrale di tali interventi consiste nella realizzazione di un nuovo tratto di alcuni km di collegamento tra la linea Voltri-Borzoli con le linee di valico (lenta e succursale dei Giovi).
In tal modo la linea costiera (e anche un tratto della lenta dei Giovi) potrà essere dedicata al traffico regionale e locale, con importanti e significative conseguenze per tutto il servizio ferroviario regionale e principalmente dell’area metropolitana genovese.
Potranno essere in questo modo realizzate nuove fermate nel territorio comunale; sono già in progetto Genova Palmaro, Genova Multedo e una nuova stazione nella delegazione di Cornigliano sulla linea costiera e Genova Teglia sulla linea dei Giovi.
Inoltre la stazione di Voltri diventerebbe un interscambio di importanza notevole tra i treni regionali e locali che percorreranno la costiera e quelli a lunga percorrenza che verranno istradati su Borzoli-Fegino e da qui via Granarolo direttamente su Principe. Di seguito riportiamo come potrebbe delinearsi attorno al 2020 il sistema ferroviario metropolitano di Genova.
Inoltre nuovi scenari potrebbero aprirsi anche in relazione alla gestione del servizio atteso che
la Regione
più di una volta ha manifestato la volontà di affidare il servizio ferroviario urbano ad un gestore tramite gara che potrebbe portare anche una nuova organizzazione e soprattutto nuovi convogli più adeguati degli attuali al trasporto ferroviario vicinale.
Sfortunatamente tali opere che risultano vitali per evitare il collasso del trasporto ferroviario merci e passeggeri nell’area del capoluogo, saranno attuate con tempi eccessivamente lunghi. In un primo momento la riorganizzazione del nodo si sarebbe dovuta completare entro il 2014, ma recenti affermazioni provenienti dal Ministero delle Infrastrutture (principale soggetto erogatore dei finanziamenti) fanno presagire che tale termine difficilmente verrà rispettato.
Tuttavia, se i progetti di sistemazione della parte Ovest del nodo, ovvero delle linee di afferenza alla zona compresa tra Brignole-Sampierdarena-Voltri sono in una fase attuativa avanzata, la situazione è notevolmente più confusa per il segmento orientale del nodo, ovvero la tratta compresa tra Brignole-Nervi-Recco.Al riguardo è stato elaborato uno studio di fattibilità (dunque non ancora un progetto vero e proprio) per quadruplicare la tratta Brignole-Pieve Ligure, in modo da destinare la litoranea ai treni locali con inserimento di nuove stazioni (si parla di Cattaneo, S. Ilario, ecc.), lasciando alla nuova tratta (per lo più in galleria) i treni a lunga percorrenza. In questo caso la stazione di porta diventerebbe Pieve Ligure.
L’attuazione di tale disegno è tuttavia molto complicata dal fatto che la nuova tratta sarebbe di totale nuova costruzione in un territorio ad alta densità abitativa nella parte urbana (fino a Nervi) e comunque con difficoltà notevoli di costruzione per la presenza di spazi angusti e di montagne che necessiterebbero la costruzione dell’intera tratta in galleria.
Concludendo, si può notare come nei prossimi anni Genova abbia l’occasione di far compiere al proprio sistema ferroviario urbano e suburbano un vero e proprio salto di qualità che permetterebbe alla nostra città di portarsi a livelli di offerta di trasporto pubblico degni delle più evolute città dell’Europa centro-settentrionale che tali progetti hanno attuato da moltissimi anni.
E’ auspicabile che gli addetti ai lavori prendano coscienza dell’importanza capitale del trasporto ferroviario per la mobilità cittadina e metropolitana tenuto conto che la domanda è a Genova molto alta e che dunque costituirebbe un giusto e significativo investimento.