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La storia della metropolitana in Valbisagno è lunga e tormentata, tanto che risulta piuttosto difficile cercare di riassumere in poco spazio le varie e confuse ipotesi progettuali. Ci limiteremo quindi a citare i particolari maggiormente noti di questa telenovela che ad oggi rappresenta un buco nero per la nostra città. Il prospetto elaborato da Ansaldo nel 1990 prevedeva che la metropolitana, dopo Brignole, si biforcasse in due tronconi, uno in direzione Foce-Levante, e l’altro, appunto in Valbisagno. Nel caso specifico la linea del metrò avrebbe dovuto penetrare in valbisagno con un percorso in fly-over o comunque all’aperto per poi percorrere buona parte della vallata ed avere un capolinea alle Gavette:

Le cose vennero poi riviste e ci fu un prospetto secondo il quale vennero modificate alcune stazioni ed in parte il percorso complessivo. Il progetto non decollò mai, fino a quando, a partire dal 2000, il comune incaricò dapprima la società Italferr e poi Metropolitana Milanese di realizzare due progetti preliminari per la tratta Brignole-Stadio, in previsione di un finanziamento del Governo e dell’approvazione del CIPE. Le due ipotesi erano piuttosto diverse tra di loro ed il comune portò avanti l’iter per realizzare quella della società meneghina, la quale sfruttando la legge Obiettivo del 2001 venne finanziata con 75 milioni di euro, ai quali sarebbero stati aggiunti altri 50 milioni dagli enti locali per un totale di 125 milioni di euro. Per la cronaca aggiungiamo che il progetto di Italferr sarebbe invece costato 112 milioni di euro.

Proprio nel 2007 lo Stato conferma e rende disponibili questi 75 milioni di euro per il Comune di Genova, il quale, tuttavia, fa dietrofront ed improvvisamente non parla più di metropolitana in Valbisagno, giustificando la scelta con la promessa dell’introduzione di una linea tramviaria in sponda destra del Bisagno. Senza entrare in disamine politiche, ci sentiamo di dire che la cittadinanza merita più rispetto e che il sistema tramviario non rappresenta l’alternativa alla metro, ma un suo necessario complemento. In tempi dove i finanziamenti pubblici sono ridotti al lumicino, gettare al vento i fondi statali per la metro ci sembra una scelta errata e poco utile alla città e le improvvisate scuse relative ai problemi idrogeologici del Bisagno sembrano soltanto un estremo tentativo di giustificare una scelta alquanto criticabile.

Resta da chiarire il mistero secondo il quale il Comune voleva costruire la metro in Valbisagno tramite il Project Financing, tanto da arrivare ad indire un bando di gara: fonti certe dicono che una società francese era interessatissima al progetto, ma che si è dileguata innanzi alle lungaggini burocratiche dell’amministrazione Comunale. Per completare il discorso informiamo che il progetto per il quale il comune ha ottenuto nel 2007 il finanziamento di 75 milioni di euro prevedeva, dopo Brignole, un biforcazione della linea poco prima di terralba, per poi proseguire verso staglieno con due fermate, rispettivamente in piazza Martinez e presso lo stadio Luigi Ferraris. Resta il rammarico per un'opera che poteva essere e che non è stata, ma forse non tutto è perduto, se la cittadinanza avrà voglia di crederci ancora.

Foto in alto tratta dal libro: "La metropolitana di Genova" - SAGEP, 1990


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