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Lo staff è lieto di proporre al pubblico un'intervista che riteniamo una delle più affascinanti ed interessanti tra quelle che abbiamo fino ad oggi pubblicato. Grazie ad una ricerca non troppo facile, il nostro gruppo di lavoro è riuscito a rintracciare i responsabili di Italferr che nel recente passato si sono occupati della realizzazione del primo progetto preliminare della metropolitana in valbisagno. Tale opzione è stata bocciata a causa delle interferenze idrauliche del Bisagno, ma noi abbiamo voluto saperne di più ed abbiamo posto le nostre domande all'ing. Aligata, il quale con cortesia estrema, ci ha rivelato molte cose che mai nessuno aveva diffuso alla cittadinanza. Questa intervista vuole essere un ennesimo contributo importante all'informazione sulla metropolitana di Genova, sperando che anche altri soggetti si dedicheranno in futuro ad approfondimenti simili. Risponde l'ingegner Aligata. A quando risale l'incarico di Italferr per la prosecuzione della metropolitana di Genova? Ci può fare una breve cronistoria? Premesso che la progettazione della tratta Brignole - Stadio comportava, fra i temi principali, quello dell’approfondimento e compatibilizzazione delle attività ferroviarie e di quelle relative alla realizzazione ed esercizio della linea metropolitana nella zona di Brignole, il Comune di Genova ha formalizzato uno specifico accordo con RFI S.p.A. per lo sviluppo della progettazione. Sulla base di detto accordo RFI ha provveduto, nel settembre 2000, ad assegnare l’incarico della progettazione ad Italferr
Il progetto è stato sviluppato al fine dell’ottenimento di una quota del finanziamento occorrente ai sensi della Legge 211/92. Adottando i parametri di progettazione definiti dalla legislazione vigente in materia di Lavori Pubblici il livello della progettazione può essere considerato quello di un “progetto preliminare”. Le previsioni di traffico sono state elaborate con l’ausilio del programma di calcolo (“SIREURB” di AMT-Genova) che utilizza un sistema di modelli strutturato secondo lo schema classico, in tre sottoinsiemi ed in particolare quelli di offerta, di domanda e di interazione domanda offerta. La zonizzazione di riferimento utilizzata è costituita da 947 zone identificate come bacini origine destinazione (BOD) ottenute attraverso l’opportuna aggregazione delle 3112 sezioni censuarie adottate nel Censimento Generale della Popolazione del 1991. Il Sistema di domanda è stato costruito distinguendo i seguenti tre motivi di spostamento : lavoro, studio, altro. Per il motivo “studio” sono stati considerati gli studenti delle scuole medie superiori e gli universitari. Il periodo di riferimento è il giorno medio feriale e la fascia oraria presa in considerazione è 6.30 9.30; gli spostamenti di questa fascia oraria hanno un peso di circa il 20% di quelli realtivi alla intera giornata. La matrice origine destinazione (OD) relativa ai motivi di lavoro è stata ottenuta attraverso un processo di attualizzazione di quella direttamente rilevabile mediante l’elaborazione dei dati collezionati nel corso dell’ultimo Censimento ISTAT della popolazione. La matrice OD relativa ai motivi di studio è stata costruita attraverso l’elaborazione dei dati collezionati nel corso di un indagine effettuata dalla Provincia di Genova nel 1999 presso gli istituti scolastici compresi nel territorio oggetto di analisi . La matrice OD riferita agli altri motivi di spostamento è stata ottenuta mediante l’applicazione di opportuni modelli di generazione e distribuzione degli spostamenti . In relazione alla zonizzazione di riferimento (947 BOD) è stata costruita una matrice 947x947 alla quale è stata applicata la medesima ripartizione modale registrata nel corso del censimento del 1991. Il modello di interazione domanda offerta consente di determinare, su ciascun elemento della rete, il flusso di traffico che lo interessa . Tale modello si basa sulla individuazione, per ciascuna coppia origine destinazione (OD), del percorso di minimo costo generalizzato che collega la coppia OD stessa. L’incarico affidato ad Italferr prevedeva quali punti fissi l’inizio della tratta sostanzialmente in ambito stazione FS di Brignole con sviluppo dell’interscambio tra i servizi di trasporto ferroviario e metropolitano e fine tratta in corrispondenza dello stadio di Marassi. L’unica alternativa inizialmente presa in considerazione è stata quella che dalla stazione ferroviaria di Brignole (inizio tratta) avrebbe dovuto raggiungere Corso Sardegna scendendo su via Archimede ma che è stata da subito scartata in quanto avrebbe comportato la demolizione di un edificio di civile abitazione.
I tempi strettamente necessari per la realizzazione sono stati valutati pari a circa 41 mesi. Il costo dell’opera è stato stimato pari a circa 220 Miliardi di lire corrispondenti a 113,6 milioni di euro. Contatti di tipo informale sono proseguiti fino al secondo semestre del 2002 quando si sono tenuti gli ultimi incontri per definire l’eventuale iter progettuale da sviluppare a seguito della progettazione presentata per addivenire alla fase negoziale per l’affidamento delle opere. Quanto alla volontà degli Amministratori ritengo che la stessa, salvo i necessari approfondimenti progettuali, fosse condizionata dall’ottenimento dei finanziamenti. Non faceva parte dell’incarico ricevuto la valutazione multicriteria del collegamento Brignole Stadio rispetto ad altri possibili prolungamenti della linea in esercizio (ad esempio Brignole Levante). • No non è stata sviluppata alcuna analisi di revisione dei servizi automobilistici. Ringraziamo Italferr e l'ing. aligata, il quale con un po' di nostalgia, ci ha rivelato un forte effetto ed un po' di disillusione nei confronti della nostra metro.
Intervista di: Alex Bettucchi 13/03/08
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