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Lo staff di Metrogenova.com è giunto a Dinegro per visionare il deposito dei veicoli. Questo è collocato completamente al di sotto dell'impalcato di via Buozzi, praticamente per l'intera estensione da via Mura degli Zingari, dove è posizionato l'accesso stradale e pedonale, fino a piazza Dinegro. Il deposito è collegato alla via di corsa della metropolitana tramite due raccordi, collocati ai lati della banchina lato mare della stazione di Dinegro. In questo deposito sono presenti un impianto di lavaggio dei veicoli e alcune fosse di ispezione, che permettono di effettuare piccole operazioni di manutenzione, che non richiedano lo smontaggio dei carrelli dal veicolo.
Le dimensioni di questo deposito sono appena sufficienti per il parco veicoli attuale (composto da 18 unità): già adesso almeno due treni (quattro veicoli) nelle ore di sospensione del servizio sono parcheggiati presso la stazione di Brin. Quando la linea raggiungerà Brignole e saranno messi in circolazione almeno altri 20 veicoli, sarà necessario disporre di spazi più ampi per il rimessaggio. A questo proposito Ansaldo ha già predisposto un progetto di ampliamento del deposito esistente, ottenuto mediante espansione nelle aree ferroviarie non utilizzate, comprese tra l'impianto di Genova Marittima Santa Limbania (il cui uso da parte di RFI è limitato al transito dei treni da/per Ge-Principe Sotterranea) e via Buozzi.
Parliamo ora dell'officina che è situata sotto all'impalcato stradale di via Adua, tra la Stazione Marittima e il Palazzo del Principe, e si affaccia su via Mura degli Zingari, attraverso la loggia da cui l'Ammiraglio Andrea Doria dal suo palazzo guardava il mare.
Alcuni locali attigui all'officina ospitano anche la cabina di alimentazione Enel e la sottostazione elettrica. Per raggiungere l'officina dal deposito, occorre uscire all'esterno e percorrere il tratto di via Mura degli Zingari che sottopassa via Adua: non solo noi di Metrogenova.com dobbiamo percorrere la strada a piedi, ma anche i veicoli che hanno bisogno di interventi manutentivi devono essere trainati da un locotrattore (un mezzo di trazione che ha sia le ruote ferroviarie sia le ruote gommate) in sede promiscua, molto spesso intralciata da automobili in divieto di sosta.
Nell'officina c'è tutto ciò che occorre per le grandi operazioni di manutenzione: ci sono i sollevatori che permettono di alzare i veicoli e staccare i carrelli, c'è il carroponte che consente di sollevare le parti meccaniche da manutenere, c'è la smerigliatrice per levigare ruote e rotaie che presentino asperità o avvallamenti.
Gli addetti alla manutenzione della metropolitana sono 35. Anche nell'officina i problemi non mancano: gli spazi sono molto ristretti e quindi i ritmi delle operazioni di manutenzione sono limitati dall’impossibilità di avere contemporaneamente più di due mezzi; altri problemi sono legati ad esempio al fatto che i veicoli di prima e di seconda generazione hanno diversi punti di appoggio per il sollevamento e quindi è necessario modificare la configurazione dei sollevatori per l’uno o l’altro tipo di veicolo. Ma i tecnici AMT sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni per i problemi che si presentano quotidianamente.
Ci sono ad esempio alcuni problemi legati all'eccessiva usura delle ruote e delle rotaie (in particolare causate dalla curva di raggio molto piccolo – 45 metri – che collega la stazione di Dinegro con la galleria Certosa) sono stati risolti utilizzando un sistema innovativo di lubrificazione del contatto ruota-rotaia. Ma altri problemi permangono e potranno essere risolti soltanto trovando adeguati spazi sia per il deposito sia per l’officina.

Si ringrazia AMT Genova per la collaborazione.


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